ROBERTA RIDOLFI

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SUGGESTIONI SCOLPITE DA PEZZOLESI

Si è conclusa con successo la mostra personale dell’artista pesarese Lucio Pezzolesi, tenutasi nella suggestiva chiesa di S. Maria ad Nives a Rimini. Ancora una volta l’artista mostra un percorso complesso, denso di suggestioni derivategli dall’analisi della cultura contemporanea, troppo spesso intrisa di superficialità e svuotata di valori profondi da una società votata ormai ad un consumismo pressante. Ma Pezzolesi ci rivela che queste riflessioni non sono che un pretesto per approdare ad una profonda introspezione capace di ritrovare i valori semplici dell’umana esistenza. Nelle opere recenti esposte in questa occasione riaffiorano gli elementi che caratterizzano la semplicità della quotidianità, i materiali utilizzati per le commissioni sono i simboli di un mondo artefatto, innaturale come quello che ci circonda: sono cocci, legni logori, spaghi sfruttati dal corso del tempo, frammenti di plastiche combuste che invitano alla considerazione e alla non – dimenticanza.
Quella di Lucio Pezzolesi non è un’arte che anela alla bellezza estetica, anzi essa rifiuta l’accademismo in favore di uno sperimentalismo irrequieto e inappagabile. C’è nelle opere di questo artista marchigiano una sorta di profonda discrezione, un dire sussurrando tipico di chi prende atto di una condizione senza gridarne gli effetti, un voler mantenere una linea narrativa lucida e dignitosa senza mai cedere alla drammaticità, arrivando spesso a dar spazio ad un aspetto di piacevole giocosità. I lavori di Pezzolesi – che per tanti anni ha insegnato negli Istituti d’arte di Fano e Pesaro – hanno in loro quell’universalismo che li avvicina alle opere di alcuni grandi maestri del nostro secolo come Antoni Tàpies e Alberto Burri.

Roberta Ridolfi

(Recensione su “Il Resto del Carlino” 23/09/1997, mostra personale “Opere recenti 1989-95 Recent works”, Sala S. Maria ad Nives, Rimini 1997)